La storia dei videogiochi: gli anni ’80 – Parte 1

25 Aprile 2019

Storia dei videogiochi

Dopo aver parlato degli anni 70, soffermiamoci sull’inizio dell’epoca dell’elettronica di consumo, ovvero gli anni 80.

In questo periodo la cosiddetta età dell’oro raggiunse il culmine: con Defender nacquero gli sparatutto a scorrimento; Battlezone introdusse un mondo di gioco tridimensionale, benché in grafica vettoriale monocromatica. Pac-Man fu il primo videogioco a entrare nell’immaginario collettivo, nonché uno dei titoli più famosi di tutti i tempi; Pole Position, con la sua visuale rappresentava un grande passo in avanti nei simulatori di guida. Le avventure, nate con Colossal Cave Adventure, proseguono il loro corso con Zork e Mystery House. Comparve per la prima volta Mario, originariamente chiamato JumpmanQui troverete l’articolo dedicato ai giochi degli anni 80.

Fra i computer casalinghi è da citare 3D Monster Maze, precursore dei moderni sparatutto in prima persona.

1980: il Commodore VIC-20

Commodore

Gli anni 80 debuttano con il Commodore VIC-20 o Commodore VIC 20 (in Giappone: Commodore VIC-1001; in Germania: Commodore VC 20). Si tratta di un home computer della Commodore Business Machines Inc., prodotto e commercializzato dall’ottobre 1980 al gennaio 1985.

Fu proposto come home computer per la famiglia e per il gioco ed ebbe un grande successo di vendite, subissato solo dal successivo Commodore 64.

I computer di Sir Clive Sinclair

I computer di Sir Clive Sinclair

Allo stesso tempo vediamo nascere il Sinclair ZX80, un home computer costruito nel 1980 dalla Sinclair Research di Clive Sinclair basato sul microprocessore NEC µPD780C-1 (un clone dello Zilog Z80A) con clock a 3,25 MHz. Lo ZX80 ha un’importanza storica perché segnò il passaggio dei computer dal mondo hobbistico a quello dell’elettronica di consumo: prima di esso, infatti, i computer erano venduti o in kit di montaggio, economici ma difficili da assemblare per i non esperti, o come costose macchine professionali già pronte all’uso come il Commodore PET o il Radio Shack TRS-80. Lo ZX80 veniva invece offerto (solo per corrispondenza) al competitivo prezzo di £ 79,95 in versione kit o £ 99,95 in versione assemblata.

1983: la crisi in Nord America dei videogiochi

Nel 1983 un improvviso crollo di vendite porta l’industria videoludica statunitense al collasso. Nel 1983 venne introdotto in Giappone il Nintendo Entertainment System (NES), che si sarebbe espanso due anni dopo al resto del mondo (Stati Uniti ed Europa).

1983: il Commodore 64

Commodore 64

Sempre durante la crisi, vediamo nascere il Commodore 64 (abbreviazioni diffuse: C64, C=64), un home computer della Commodore Business Machines Inc. commercializzato dal 1982 al 1994.

Fu immesso sul mercato due anni dopo il Commodore VIC-20, con capacità di memoria, grafiche e sonore superiori rispetto a quest’ultimo, oltre una buona compatibilità software e hardware. La macchina venne venduta sino al fallimento della società, ed è stata la più venduta nella storia dell’informatica, con circa 22 milioni di unità prodotte e vendute; il successivo Commodore 128 ne mantenne la compatibilità hardware e software grazie a una modalità dedicata.

1985: l’Amiga

Amiga 500

Amiga è una famiglia di home/personal computer commercializzati dalla Commodore a partire dal 1985. La piattaforma informatica da cui derivarono fu originariamente sviluppata a partire dal 1982 dall’azienda Hi-Toro, che nel 1984 cambiò nome in Amiga Corporation; l’ideatore del progetto fu Jay Miner, che già aveva sviluppato i progetti dell’Atari 2600 e dei computer Atari ad 8 bit.

La terza generazione di console

La terza generazione fu caratterizzata da console programmabili, cioè dotate di cartucce in grado di contenere videogiochi. Il NES dominò negli Stati Uniti e in Giappone, il Sega Master System in Europa e Sudamerica.

NES

 

Tappe in ordine cronologico

Ricordatevi sempre che lo sviluppo di un videogioco è una forma d’arte.


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