Sabato 3 ottobre, la chiesa e la scuola di Saint-Jean-de-Vaulx ospitano una mostra collettiva. Diversi artisti della zona espongono le loro opere, soprattutto dipinti. In mezzo a questi lavori, Itamde presenta «Ceux qui voient», una serie di fotografia e disegno realizzata con l’artista Ketty Piles. L’ingresso è libero, dalla mattina al pomeriggio.
Cinque sguardi, cinque animali
La serie di partenza tiene in cinque fotografie, scattate nel corso dell’estate e chiuse il 21 settembre: un occhio di cavallo comtois, un occhio di cane dagli occhi azzurri, un occhio di gatto grigio, un occhio di cavallo pezzato bianco e nero, un occhio di mucca. Nell’inquadratura non resta altro. L’animale scompare, resta solo l’occhio, e quello che vi si intuisce. È un esercizio che prosegue quello portato avanti di recente nel bosco, con la luce d’autunno.
Il titolo ha cambiato senso strada facendo. «Ce qu’ils voient» guardava dalla parte dell’animale. «Ceux qui voient» allarga la domanda a chi guarda la fotografia, e quindi a chi visiterà la mostra il 3 ottobre.
Il disegno di Ketty Piles
Ketty Piles lavora in trasparenza sulle stampe. Su ogni fotografia aggiunge a matita una forma che attraversa l’iride, una trama che ricorda un paesaggio, una vegetazione, una materia. Il disegno non copre la foto, si sovrappone, ed è proprio questa sovrapposizione a dare senso al titolo della mostra: bisogna guardare due volte per vedere quello che l’occhio conteneva già. Il suo lavoro si trova sulla pagina Flurflur.arts.
La nature humaine, un pezzo a parte
Una sesta immagine si allontana dalla serie. Mostra un toro legato durante una fiera agricola, con un’etichetta numerata, 088. Il titolo, «La nature humaine», è una scelta dichiarata, un pezzo che cerca il disagio invece della comodità. Su questa immagine Ketty Piles ha avuto carta bianca, e il suo intervento non è stato mostrato in anticipo.
Una giornata, due luoghi
La mostra occupa la chiesa e la scuola del paese di Saint-Jean-de-Vaulx, in Isère, sabato 3 ottobre 2026, dalla mattina al pomeriggio. Si passa da un luogo all’altro, tra le opere degli altri artisti e la nostra serie «Ceux qui voient». L’ingresso è libero.







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