Vivere e lavorare a Grenoble: la mia esperienza di trasferimento in Francia

Articolo pubblicato il 6 Dicembre 2019

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Ciao a tutti e bentornati sul blog!

Oggi voglio raccontarvi una parte importante del mio percorso: la scelta di lasciare l’Italia e trasferirmi a Grenoble, in Francia. Questo articolo nasce come introduzione a un video che ho pubblicato qui, in cui parlo delle motivazioni che mi hanno spinta a partire e delle prime impressioni su questa esperienza all’estero.

Perché partire all’estero non è mai semplice

Molti sognano di cambiare vita: partire, trovare lavoro in un altro paese, trasferirsi magari in Australia, a Londra, negli Stati Uniti, in Germania o proprio in Francia.
Il problema più grande non è quasi mai la destinazione: è trovare il coraggio di fare il primo passo.
Spesso si rimanda all’infinito, fino a trovarsi a 30, 40 o 50 anni con tanti rimpianti e poche occasioni reali.

Anch’io mi sono trovata davanti a questo bivio. Alla fine ho scelto di rischiare e, in poco tempo, a Grenoble ho trovato un lavoro a tempo pieno e avviato la mia impresa. Cose che a Roma, con i suoi tempi e le sue complessità, sarebbero state molto più difficili da realizzare.

Italia e Francia: un legame mai spezzato

L’Italia resta un paese meraviglioso, con tutte le sue contraddizioni. Salutarla non è stato semplice.
Ho scelto il sud della Francia forse perché, come il sud dell’Italia, è colmo di calore umano e di una vita che scorre più lentamente.

Il clima è piacevole, le montagne fanno da cornice, il lavoro non manca nonostante la crisi globale, e la qualità della vita è percepibile in tante piccole cose quotidiane. Non è un caso che molti francesi sognino di vivere proprio qui.

I francesi e l’Italia

C’è un luogo comune secondo cui i francesi non amerebbero particolarmente gli italiani.
La mia esperienza è stata l’opposto: quasi ogni volta che incontro qualcuno, il primo commento è:
«Italiana? J’adore l’Italie! La vostra lingua è così charmante, e si mangia benissimo…»

Spesso aggiungono di avere origini italiane: un nonno, una madre, un bisnonno arrivato negli anni ’50 con poche cose in valigia.
Anche la mia famiglia ha questa storia: mio nonno arrivò a Grenoble con un sacco di patate, ma una grande voglia di costruire.

Sono racconti che fanno riflettere: decenni dopo le grandi emigrazioni, ancora oggi tanti italiani scelgono di partire per cercare altrove un futuro più concreto e sicuro.

Alpes de Grenoble
Foto scattata durante una passeggiata. Vista delle Alpi di Grenoble.

Mettere radici

Grenoble, poco a poco, è diventata la mia casa. Qui ho iniziato a mettere radici, a respirare una quotidianità diversa, che ormai sento mia.
Non so se un giorno tornerò indietro: per ora so solo che questa scelta mi ha cambiata e che mi ha dato nuove prospettive.

💬 Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate: vi siete mai trovati davanti al dubbio se restare o partire?
Scrivetemelo nei commenti: mi aiuterà a capire cosa raccontarvi nei prossimi articoli.

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